CELLULITE FIBROSA

 

Descrizione fisiologica del fenomeno
Alterazione degenerativa del tessuto dermico e ipodermico con prevalenza di fibrosi tissutale interstiziale e scompaginamento della struttura del tessuto stesso con possibile formazione di macronoduli degenerativi e retraenti. È localizzata principalmente a livello di: glutei, porzione latero-posteriore della coscia, porzione mediale del ginocchio, porzione laterale della gamba. I principali elementi favorenti sono: fattori ormonali, stasi venosa e/o linfatica a carico degli arti inferiori, alterazione del microcircolo, sofferenza tissutale cronica.

Descrizione dell'inestetismo
La cute si presenta al tatto quasi sempre fredda, irregolare con aree di retrazione cicatriziale; la manovra di compressione non provoca quasi mai dolore. Alla palpazione superficiale il tessuto è uniformemente pastoso mentre a profondità variabile sono apprezzabili noduli e aree infiltrate. I pannicoli sono quasi sempre fluttuanti e, a seconda della posizione, possono modificarsi per sede e forma. L'epidermide può apparire tesa (in relazione alla concomitante presenza di ulteriore stasi di liquidi). Allo scompaginamento tissutale creato dalla cellulite fibrosa spesso si associano
problemi venosi con la presenza di microvaricosità superficiali. Si manifesta più frequentemente in soggetti di età maggiore ai 35 anni.

Unità fondamentali

  • Alterazione adipocitaria: degenerazione, vacuolizzazione e lisi delle cellule adipose aumentate di volume.
  • Infiammazione cronica del tessuto interstiziale: causata dalla sofferenza cellulare e da sostanze citotossiche.
  • Fibrosi interstiziale: iperproliferazione di tessuto connettivo con scompaginamento della struttura della cute e del sottocute. Presenza di macronoduli spesso retraenti.

Ambiente
Sistema fisiologico nutritivo-drenante: l'aumento della matrice fibrosa compromette gli scambi metabolici e porta ad una forte diminuzione dell'elasticità del tessuto, con conseguente rallentamento del sistema di drenaggio delle tossine e del flusso sanguigno.

Fattori Predisponenti

  • Razza: una numerosa serie di fattori fa sì che la cellulite si manifesti in soggetti di razza bianca più frequentemente che nei soggetti di razza gialla e, salvo poche eccezioni, in quelli di razza nera. 
  • Ereditarietà: all'interno di una stessa razza esistono dei gruppi di individui che, come eredità genetica, posseggono alcune caratteristiche che vengono trasmesse dagli ascendenti ai discendenti.
  • Sesso: la ridotta quantità di muscolatura, caratteristica del sesso femminile, può predisporre ad un'insufficienza della pompa muscolare degli arti inferiori con compromissione del ritorno venoso.
  • Squilibri ormonali: la produzione di ormoni (estrogeni, il progesterone e, in misura minore, il testosterone) nel sesso femminile è causa prima dell'insorgere della cellulite. 
  • Struttura morfologica del soggetto: alcune funzioni fisiologiche collegate agli organi possono avere delle reazioni fisiologiche e metaboliche che influenzano fortemente la predisposizione all'inestetismo.

Fattori Scatenanti

  • Abbigliamento: calzature non idonee, indumenti troppo stretti e rigidi in vita o alla radice della coscia o a livello del cavo popliteo sono abitudini che influiscono sulla circolazione, e sull’instaurarsi l'instaurarsi dell'edema.
  • Condizioni di lavoro non idonee: una stazione eretta prolungata induce un'insufficienza del ritorno venoso, così come le gambe flesse per diverse ore.
  • Difetti posturali: un iperappoggio su di un arto, provoca una contrazione della muscolatura che compromette un regolare flusso ematico dando origine al fenomeno delle stasi.
  • Impiego di estroprogestinici (pillola anticoncezionale): gli estroprogestinici assunti per via orale, associati agli estrogeni sintetizzati dall'organismo ne esaltano l'azione favorente la ritenzione idrica.
  • Vita sedentaria: l'attività fisica influisce sull'azione della "pompa muscolare" importante per il flusso venoso.
  • Stress: le condizioni di stress psico-fisico prolungato provocano una iperproduzione di adrenalina e cortisolo ormoni deleteri per il microcircolo periferico e per l'accumulo di liquidi a livello dello spazio interstiziale.
  • Stipsi cronica e stasi intestinale: creando aumento della pressione endoaddominale e riducendo l'eliminazione di sostanze di rifiuto che in parte vengono riassorbite dall'organismo e rimesse in circolo.

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